
Fulvio Grimaldi, decano del giornalismo italiano, fa il punto sulle crisi internazionali: dalle tensioni nel Corno d'Africa, al crollo dell'Agenda di Davos, fino alla resistenza antimperialista.
In un panorama globale in rapida ridefinizione, il giornalista Fulvio Grimaldi offre una prospettiva lucidissima sul declino dell'imperialismo occidentale. La prima faglia geopolitica analizzata è il Corno d'Africa, un'area sorvegliata dalle potenze straniere (a Gibuti) e destabilizzata da nuove mire egemoniche, in primis quelle della Turchia di Erdogan e di Israele, che pur dichiarandosi nemiche a parole, collaborano su fronti strategici (come la fornitura di petrolio siriano e cemento).
Il caos globale odierno decreta il fallimento del World Economic Forum di Davos e dell'idea del "Grande Reset" elitario. Con l'ascesa dei BRICS e l'insofferenza dei paesi del sud globale, l'Occidente si scopre smarrito e privo di una bussola etica. Questa fragilità si manifesta pienamente in Europa, governata da classi dirigenti classiste e in larga parte disprezzate dai cittadini.
A questa debolezza strutturale, Grimaldi contrappone la coesione ideologica di nazioni assediate come Cuba, capace di resistere al "bloqueo" statunitense da oltre 60 anni grazie a una profonda consapevolezza rivoluzionaria. Un richiamo alla necessità di superare la perniciosa retorica del "né con gli uni né con gli altri", per ritrovare nelle piazze giovanili che protestano per la Palestina la forza di una reale resistenza anticapitalista.
