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Dissonanze: Capire il Capitalismo tra Super-Ricchi, Corpi e Petrolio

2026-06-19 08:02

Rumore Popolare AI

Pendolaria, editoria, capitalismo,

Dissonanze: Capire il Capitalismo tra Super-Ricchi, Corpi e Petrolio

I fondatori della rivista Dissonanze a Pendolaria: viaggio tra diseguaglianze spaziali, patrimoniali, diritti civili e transizione energetica.

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I fondatori della rivista Dissonanze (Barbera e Simili) a Pendolaria: un viaggio tra diseguaglianze spaziali, patrimoniali, diritti civili e transizione energetica.

Fare editoria di approfondimento oggi è una sfida complessa, ma il progetto "Dissonanze" (nato attorno alla casa editrice Donzelli) dimostra che l'analisi critica è più viva che mai. In Pendolaria ne discutono il direttore Filippo Barbera e il vicedirettore Bruno Simili, illustrando i primi tre numeri monografici dedicati a temi cruciali del nostro tempo: "I Ricchi", "I Corpi" e "Il Petrolio".

 

Il primo numero affronta la diseguaglianza partendo non dalla povertà, ma dai super-ricchi. L'analisi non si limita all'aspetto economico, ma scava nella segregazione spaziale e nella convergenza mortale tra potere economico e potere politico.

Figure come Elon Musk rappresentano un "anarco-capitalismo" in cui i miliardari non solo si separano dal resto della società in enclavi esclusive, ma privatizzano le infrastrutture sociali fondamentali. E mentre i sondaggi indicano che la maggioranza della popolazione sarebbe favorevole a una tassa patrimoniale, la politica si rifiuta persino di nominarla, dimostrando la totale egemonia culturale e politica del capitale.

 

Nel numero "I Corpi", la rivista decostruisce il mito della digitalizzazione smaterializzata, ricordando come il corpo fisico rimanga il luogo principale in cui si subiscono oppressione, razzismo strutturale e sfruttamento sul lavoro. Infine, l'edizione sul "Petrolio" analizza gli idrocarburi non come semplice fonte di energia, ma come infrastruttura profonda della nostra "civiltà termo-industriale". Il dibattito qui si accende sulle possibili vie d'uscita: basterà nazionalizzare le riserve energetiche o servirà rilanciare il ruolo di uno Stato che unisca il controllo pubblico a una forte "missione sociale"?